La ditta FIORIN MAURIZIO, via Fabio Filzi n° 59, Istrana (TV), produttrice di strutture e arredi per esterni, si avvale delle
più moderne attrezzature e tecnologie e garantisce i migliori standard di qualità e solidità. I prodotti sono infatti il risultato
della professionalità delle maestranze, degli strumenti di lavoro a disposizione ed anche della decennale esperienza del
titolare Maurizio appartenente ad una famiglia di artigiani impegnata, da almeno 250 anni, nella lavorazione del legno. La
famiglia Fiorin risulta presente e operante nella sede storica di Via Castellana ad Ospedaletto fin dal 1700 ove i suoi
componenti sono segnalati, negli archivi storici, come “ fabbriferrai “ a servizio della comunità agricola tanto che vengono
soprannominati “favari”. Proprietari terrieri, affittuari e mezzadri hanno bisogno, per poter lavorare i campi, di adeguati
attrezzi di lavoro costruiti con il legno, dalle diverse essenze, abbinate al ferro.
Ed ecco che nei paesi di campagna sorgono qua e là botteghe artigiane ove il legno viene essiccato, segato, piallato,
forato e piegato ed il ferro viene forgiato ed incastrato nel legno.
Entrano tronchi di legno e pezzi di ferro grezzo e, come d’incanto, escono veicoli agricoli dalle diverse forme e fattezze,
qualche corazza per i ricchi proprietari e numerosi arnesi da lavoro dai più semplici ai più complessi. Ci vuole un a grande
abilità manuale ed un notevole impegno fisico ma l’attività consente un reddito più elevato dei contadini e meno soggetto
alle bizzarrie del tempo.
Agli inizi del 1900 l’attività della famiglia Fiorin è bene avviata però la casa e la bottega sono in infitto ed i giovani fratelli
Giovanni e Giuseppe tentano la carta dell’emigrazione nell’America del Nord, Stati Uniti e Canada, dove arricchiscono il
loro bagaglio professionale. Dopo la prima guerra mondiale Giuseppe torna a casa mentre Giovanni ritornerà solo da
pensionato.
Quanto ricavato in terra straniera consente a Giuseppe di dare maggiore impulso al lavoro familiare e di acquistare casa e
bottega. Anche Alfonso, il fratello più giovane, empirà temporaneamente in Africa ed al suo ritorno acquisterà una trebbia
De Antoni e l’attività, ove nel frattempo si sono inseriti i due figli di Giuseppe : Fiorino e Renato, si espande con la
costruzione di nuovi fabbricati e l’ampliamento degli stessi. Purtroppo la seconda guerra interrompe il lavoro e la famiglia
per poter sopravvivere ha bisogno che anche le sorelle Maria, Alma e Giovanna li aiutino in bottega per la costruzione
degli zoccoli. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia si industrializza, la gente si sposta dai campi alla fabbrica,
arrivano i primi trattori; per gli agricoltori viene meno il bisogno di ricorrere all’artigianato e lentamente la famiglia Fiorin si
adegua e si specializza.
Fiorino si dedica alla costruzione di imballaggi industriali e Renato realizza macchine per l’agricoltura e per la lavorazione
del legno. Il lavoro non è mai ripetitivo, i problemi sono sempre nuovi e diversi, l’artigianato deve dare fondo alle sue
risorse intellettuali e manuali per rispondere al meglio alle esigenze del cliente. Fiorino, il figlio Maurizio e Renato si
cimentano con successo nella realizzazione di nuovi prodotti aiutati dai pensionati Giuseppe e Alfonso.
Giuseppe soprattutto, libero da impegni diretti, si dedica alla realizzazione di modelli in miniatura di attrezzi agricoli e
giocattoli per i numerosi nipoti. L’attività di Giuseppe è conosciuta e riconosciuta tanto da esser chiamato “l’artigiano
dalle mani d’oro”. Nel 1975 avviene il passaggio delle titolarità della ditta da Fiorino a Maurizio; nel 1989 si realizza lo
spostamento della sede in via Fabio Filzi ove i maggiori spazi a disposizione consentono di impostare il lavoro con
maggiore razionalità ed efficacia. Inoltre la possibilità di esposizione consente di variare l’attività e sorge il settore delle
strutture e arredi per giardini. Maurizio, aiutato dalle figlie Lisa e Elena ha ora allestito una splendida sala espositiva ove
si possono ammirare i diversi prodotti in serie, e su misura. In conclusione si ritiene che la storia della famiglia Fiorin
rappresenti un caso esemplare di continua trasformazione per rispondere con intelligenza alle esigenze del mercato
utilizzando sì tutte le possibilità della tecnologia, ma con radici ben improntate nella storica tradizione della famiglia.
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